Prima del colloquio: 10 minuti di preparazione
Rileggi il CV e le risposte alle domande filtro, se le hai. Segna due o tre punti da approfondire: un cambio di lavoro frequente, un periodo vuoto, un'esperienza che sembra molto vicina a quella che cerchi. Poi prepara le stesse domande per tutti i candidati: solo così potrai confrontarli davvero.
Tieni accanto una scheda semplice con i criteri che contano per il ruolo, per esempio affidabilità, competenza tecnica, comunicazione e motivazione, e un voto da uno a cinque per ciascuno.
Minuti 0-5: metti a suo agio la persona
Presentati, spiega in breve l'azienda e come si svolgerà il colloquio. Una persona tranquilla risponde in modo più sincero. Evita di raccontare subito tutto del ruolo: prima vuoi capire chi hai davanti, senza suggerirgli le risposte giuste.
Minuti 5-20: domande sul passato, non sul futuro
Le domande più utili sono quelle che chiedono di raccontare cose successe davvero. «Cosa faresti se» invita a dare la risposta ideale. «Raccontami di una volta in cui» porta a fatti concreti, più difficili da inventare.
- Raccontami una giornata tipo nel tuo ultimo lavoro
- Parlami di un errore che hai fatto e di come l'hai risolto
- Raccontami di un collega o di un cliente difficile e di come l'hai gestito
- Qual è il risultato di cui vai più fiero?
- Perché vuoi cambiare lavoro proprio adesso?
Ascolta e chiedi esempi
Quando una risposta resta vaga, chiedi un esempio: «Mi fai un caso concreto?». Chi ha davvero esperienza ricorda dettagli, numeri, nomi di strumenti. Chi improvvisa resta sul generale. Parla poco e prendi appunti: alla fine dei colloqui non ricorderai chi ha detto cosa.
Minuti 20-27: racconta il ruolo e ascolta le domande
Ora descrivi il lavoro vero: attività, orari, squadra, condizioni. Non abbellire: chi scopre la realtà dopo l'assunzione se ne va. Poi lascia spazio alle sue domande. Un candidato interessato chiede del lavoro, della squadra, della crescita. Chi chiede solo di ferie e permessi ti sta dando un'informazione.
Minuti 27-30: chiudi con chiarezza
Spiega quali sono i prossimi passi e quando darai una risposta, e rispetta quella data. Subito dopo, compila la scheda con i voti finché il ricordo è fresco. Confrontare i candidati sui criteri, e non sull'impressione generale, riduce molto gli errori.
I segnali da osservare
Oltre alle risposte, osserva i comportamenti: puntualità, preparazione, coerenza tra quello che dice e quello che c'è nel CV, modo di parlare dei datori di lavoro precedenti. Chi parla male di tutti tende a portare lo stesso atteggiamento ovunque.
Domande da evitare
Alcune domande fanno perdere tempo o portano a risposte preparate. «Quali sono i tuoi pregi e difetti?» produce quasi sempre la stessa risposta. «Dove ti vedi tra cinque anni?» dice poco per un ruolo operativo. Evita anche le domande che suggeriscono la risposta giusta, come «Sei una persona puntuale, vero?».
Ci sono poi domande che non si possono fare, perché riguardano la vita privata: stato civile, figli, progetti familiari, religione, orientamento politico. Oltre a non essere corrette, non dicono nulla su come la persona lavora.
Come confrontare i candidati alla fine
Quando hai fatto tutti i colloqui, metti le schede una accanto all'altra e confronta i voti criterio per criterio. Spesso scoprirai che il candidato che ti era piaciuto di più a pelle non è quello con il profilo più adatto. Non significa che l'istinto vada ignorato, ma che va verificato.
Se due candidati sono molto vicini, un secondo breve incontro, magari con un collega che lavorerà con la nuova persona, aiuta a decidere.
Un esempio di scaletta
Ecco come potresti organizzare la mezz'ora per un addetto vendita: cinque minuti di presentazione, dieci minuti di domande sulle esperienze passate, cinque minuti di simulazione in cui la persona ti consiglia un prodotto, cinque minuti per raccontare il ruolo e cinque minuti per le sue domande e i prossimi passi. Una struttura così, ripetuta uguale per tutti, ti dà confronti affidabili.
Le domande da evitare
Alcune domande fanno perdere tempo perché tutti danno la stessa risposta. Pregi e difetti, dove ti vedi tra cinque anni, perché dovremmo scegliere te: il candidato ha già preparato una risposta di circostanza e non scopri niente di nuovo.
Meglio chiedere fatti concreti: raccontami l'ultima volta che hai dovuto finire un lavoro in poco tempo, cosa hai fatto quando un collega non rispettava gli accordi, come organizzavi la giornata nel lavoro precedente. Le risposte a domande come queste sono più difficili da inventare e mostrano come la persona si comporta davvero.
Evita anche le domande sulla vita privata, che non c'entrano con il lavoro e mettono il candidato a disagio.
Prendere appunti con una griglia
Dopo tre o quattro colloqui i candidati iniziano a confondersi nella memoria. Una griglia semplice, con le stesse quattro o cinque voci per tutti e un voto da uno a cinque, ti permette di confrontarli in modo più equo. Compilala subito alla fine di ogni colloquio, quando le impressioni sono ancora fresche. Insieme al punteggio del test attitudinale ti dà una base solida per decidere.
Dopo il colloquio
Chiudi sempre spiegando i prossimi passi e i tempi della risposta. Poi rispetta quei tempi, anche con chi non hai scelto. Un messaggio breve e cortese a chi non è stato scelto protegge la reputazione della tua azienda. Le persone ne parlano, e i candidati trattati con rispetto spesso si ripresentano in futuro o ti segnalano qualcuno.
Quando il colloquio non basta
Mezz'ora non può dirti tutto. Per i ruoli in cui contano qualità difficili da osservare, come la tenuta sotto pressione o la precisione, è utile affiancare al colloquio un test attitudinale costruito sul ruolo. Il test ti indica su cosa approfondire, il colloquio ti dà conferme. Insieme ti permettono di scegliere con più sicurezza.
Domande frequenti
Meglio colloquio in presenza o online?
Per il primo incontro l'online fa risparmiare tempo a tutti. Per il colloquio finale, se possibile, meglio in sede.
Quanti colloqui fare per ogni ruolo?
Se il filtro iniziale è fatto bene, bastano pochi colloqui finali con tre o quattro candidati già verificati.
Diego Dolciami, Founder
Fondatore di Recruiting Lab Italia. Ogni giorno trova, filtra e testa candidati per PMI di tutta Italia.